La Salute e la tisi

La Federazione Italiana per la lotta contro la Tubercolosi nasce nel 1922 come organo di collegamento dei 28 Consorzi Provinciali Antitubercolari esistenti, ma è solo dal 1931 che inizia una martellante campagna di prevenzione e di raccolta fondi per il finanziamento di importanti studi tisiologici. A partire da quest’anno la Federazione inizia così l’emissione e la vendita del “francobollo antitubercolare” raccolto in libretto o venduto “sfuso”.
I libretti erano diretti soprattutto alle scuole e alle famiglie e contenevano, talvolta accanto a pubblicità non proprio consone (vedi pubblicità sulle sigarette), alcune indicazioni comportamentali ed igieniche per la prevenzione della malattia. Poiché la malattia, si diffondeva anche tra i piccoli in età scolare, i maestri e le maestre s’incaricarono di far mantenere l’igiene sia nella scuola che a casa coinvolgendo nell’opera di prevenzione anche le famiglie. Inoltre, invitavano gli alunni a contribuire alla Campagna con poche decine di lire con le quali ricevevano i particolari bollini, simboleggianti le Regioni d’Italia , che venivano poi incollati sul frontespizio delle singole pagelle.
Grazie al sito http://www.lafilatelia.it/forum/viewtopic.php?t=8971. Ecco alcune immagini.

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La promozione di francobolli natalizi iniziò in Danimarca durante il 1904 come mezzo per raccogliere fondi per programmi contro la tubercolosi. Essa si estese agli Stati Uniti e al Canada nel 1907-1908 per aiutare l’Associazione Nazionale della Tubercolosi (rinominata in seguito Associazione Americana dei Polmoni).
In Europa le morti da TBC crollarono da 500 ogni 100.000 casi nel 1850 a 50 ogni 100.000 casi nel 1950. Miglioramenti nella salute pubblica ridussero la tubercolosi ancor prima dell’arrivo degli antibiotici, anche se la malattia rimase una considerevole minaccia alla salute pubblica.
Non fu che dopo il 1946, con lo sviluppo dell’antibiotico streptomicina, che un trattamento efficace e una cura divennero possibili. Prima dell’introduzione di questa medicina, l’unico trattamento oltre ai sanatori erano gli interventi chirurgici, compreso la tecnica del pneumotorace, in cui si faceva collassare un polmone infetto per farlo “riposare” e permettere la guarigione delle lesioni, e che risultò di minimo beneficio, tanto che venne interrotta a partire dal 1950.

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