A Domegge in mostra oggetti appartenuti alla maestra Boranga

A Domegge in mostra oggetti appartenuti alla maestra Boranga

  • Posted on: 3 Luglio 2013
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Pierina Boranga nasce a Belluno il 24 novembre 1891 da umile famiglia: il padre era custode del tribunale, e la madre stiratrice. Nonostante questo i genitori si adoperarono per trovare i mezzi necessari a farle frequentare l’allora Scuola Normale di Belluno.

A diciassette anni è già maestra svolgendo il suo primo incarico per circa due anni (1908-1910) a Domegge di Cadore. Di questa sua prima esperienza ne parla con dovizia di particolari nel suo libro “E’ andata così quand’ero maestra di scuola”.

Terminato questo periodo, ritorna a Belluno andando ad insegnare per un anno in un asilo nido della città. Con lo scoppio della prima guerra mondiale e la rotta di Caporetto, con la famiglia è profuga a Milano dove, grazie anche alla profonda e duratura amicizia con Evelina Ramperti svolge alcuni incarichi occasionali. Rimane comunque in Lei un acuta nostalgia della sua città natia, della sua gente e della vita di un tempo, che le passerà soltanto con il ritorno a Belluno, terminata la guerra.

Vi rimane poco, perche la sua domanda per insegnare alla Scuola Rinnovata di Giuseppina Pizzigoni a Milano viene accolta. Qui conosce, tra l’altro, l’editore Paravia, con il quale avrà una lunga e proficua collaborazione con la pubblicazione dei primi libri per bambini. Parteciperà ad alcune trasmissioni radiofoniche, ed inoltre collaborerà con diverse riviste scolastiche per la divulgazione scientifica delle sue osservazioni sulla natura.

Ritorna a Belluno come direttrice del Circolo Didattico, e in un secondo tempo ad Adria come Ispettrice Scolastica, continuando la sua opera di scrittrice, aiutata e stimolata in questo anche da Piero Bargellini. A Belluno si adopera in tutti i modi a diffondere il metodo Pizzigoni, che porta alla istituzione della Scuola sperimentale Gabelli.

Tra i molti riconoscimenti avuti, il più importante è senz’altro il conferimento della Medaglia d’Oro dei benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte. Muore il 17 giugno 1983 all’età di 92 anni coltivando il suo orto e sperimentando l’agricoltura biodinamica con il rigore e la gioia di sempre.

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