Arredi scolastici

Arredi scolastici

  • Posted on: 4 Aprile 2013
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A metà dell’Ottocento i banchi erano a posti multipli con panche indipendenti e potevano ospitare fino a dieci alunni, erano scomodi, pesanti e non tenevano in considerazione gli aspetti ergonomici.

Nel 1860 diventarono da sei a dieci posti sul modello di un prototipo tedesco adattabile a lezioni sia diurne sia serali.

Nel 1877 si costruirono nuovi sedili con leggio scorrevole e seduta mobile individuale. Il problema rimaneva quello dell’adattabilità degli alunni delle scuole sia diurne, sia serali. Era previsto l’utilizzo del legno di noce per le parti principali e legno di pioppo per quelle secondarie, il sedile era leggermente concavo e il poggiapiedi ribaltabile rispondeva alle necessità delle scuole serali. In ogni aula c’era un metro fisso a muro per misurare l’altezza degli alunni e, di conseguenza, si assegnava il banco più adatto.

Dal 1888 il Ministero stesso stabilisce le norme a cui devono attenersi tutti i Comuni che richiedano prestiti statali per la scuola. Con le nuove regole i banchi dell’asilo e delle elementari sono a due posti mentre quelli delle scuole secondarie e tecniche a non più di tre.

Il modello ottocentesco viene sostituito nel Novecento dal “banco a catena” (1936) senza pedana e con sedia ribaltabile e subito dopo dal banco-tavolo, una struttura individuale col piano orizzontale e seggiola indipendente, un grande successo della ditta torinese ITAS (Industria Torinese Arredamenti Scolastici), sperimentato nel 1941-1942 e in seguito proposto a tutte le scuole.

Il tavolino monoposto, affiancato da una tasca laterale per la cartella, con piano orizzontale e senza lo spazio per il calamaio, prende il posto dei rigidi banchi a più posti e consente nuove sperimentazione di disposizione dei banchi in aula.

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