I Balilla

I Balilla

Un capitolo a parte nella storia della scuola elementare italiana va all’Opera Nazionale Balilla e alle Giovani Italiane, associazioni alle quali era obbligatorio iscriversi dagli 8 ai 14 anni.

Il regime fascista aveva messo al bando tutte le associazioni ed organizzazioni non governative, comprese quelle cattoliche, per meglio controllare e indottrinare tutti in un’unica istituzione.

I bambini orgogliosi per l’uniforme, le adunate, il sabato fascista, il fucile “balillino” e le altre attività si sentivano “più grandi, più importanti”.

E intonavano canzoni come “Duce A Noi!” il cui refrain diceva:

“L’occhio del duce brilla vivo nei suoi Balilla,

siam la scintilla d’amor che un dì dal suo cuore uscì: Sì, Sì!”

Alle ragazze veniva proposto il modello ideale delle brave spose e madri prolifiche, alimentando in tal modo la campagna per l’incremento demografico della patria.

Tra le materie scolastiche d’insegnamento c’era la “Cronaca Fascista”, dove il regime non perdeva occasione per celebrare ricorrenze ed elogiare il proprio operato.

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