Il quaderno con la “casa paterna”

Il quaderno con la “casa paterna”

  • Posted on: 7 Maggio 2013
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Su questo quaderno, in cui si vedono una casetta tra i campi
sotto un sole giallo con una stella cometa, vi è una contro-copertina firmata da
Margherita Sarfatti, la scrittrice veneziana che prima di
dover pagare un prezzo carissimo al suo essere ebrea, fu
l’entusiasta biografa e l’amante del Duce.
«C’era una volta un paesino piccolo piccolo, in mezzo a
una campagna grande grande, che la fatica dell’uomo
rendeva verde di erba e biondo di grano. In mezzo al paesino
stava un casone…», narra quella favoletta tenera
tenera.

E ricostruisce, come una nuova Natività littoria,
la vita di un bravo fabbro che batte l’incudine e della sua
brava moglie maestra finché un bel giorno «Dio mandò
in dono il primo bambino. Era Mezzogiorno e tutte le
campane dicevano che andava bene. E le erbe dei prati
sussurravano al vento: “C’è una novità”. E le pietre della
Torre delle Camminate, sulla collinetta del villaggio, sorridevano
al sole: “abbiamo visto tanta gente e tanti anni,
ma adesso viene più bello”. Il fabbro aveva nome Alessandro
e la maestra Rosa, il più dolce fiore; ed erano gente
nata da quei contadini che di papà in figliolo fecero
la nostra Italia bella come un giardino. E il bimbo, nato
all’Italia quella domenica di sole del 1883, si chiamava
Benito Mussolini».

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