Le pagelle

Le pagelle

Nel periodo dell’Era Fascista perfino la pagella scolastica risentì delle scelte propagandistiche del regime, che utilizzò anche questo documento per veicolare il proprio modello di una nuova gioventù, fisicamente sana, istruita e ideologicamente formata per occupare il proprio ruolo in una società sempre più muscolare e militarizzata.
Il giovane doveva essere inquadrato fin da piccolo nelle organizzazioni giovanili del partito, per essere formato al ruolo di civilizzatore che spettava per diritto di sangue, in quanto erede e portatore della civiltà romana.

Ai primi modelli unici di pagella, caratterizzati dallo stemma sabaudo con fasci littori, stampato a colori sul frontespizio, seguirono pagelle sempre più colorate e graficamente accattivanti, con rappresentazioni al tratto in stile futurista; tutto l’apparato iconografico del P.N.F. trovò spazio sulle copertine delle pagelle, dalle architetture nel tipico stile monumentale del periodo alla rievocazione dei fasti imperiali della antica Roma.
Con lo scoppio della guerra anche la pagella divenne un mezzo della propaganda militare, con l’immancabile motto mussoliniano “Vincere”.

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